BACK TO SCHOOL: LA SCUOLA IN STORE

Settembre avanza e con esso procede la marcia dei Back to School.

I ritornati affrontano la nuova sfida con entusiasmo e dedizione… ma con approcci decisamente diversi a seconda della loro indole: c’è chi programma e c’è chi ritarda.

Chi si organizza in modo maniacale, solitamente, l’ha sempre fatto o comunque ci tiene a non ritrovarsi preda degli eventi.

L’organizzato cronico sa già dove comprare, o quantomeno ha ristretto il cerchio delle possibilità. Non acquisterà il nuovo zaino per il figlio all’ultimo minuto all’ipermercato, magari in offerta speciale, ma si rifornirà (come ogni anno, nei secoli dei secoli) dalla cartolibreria di fiducia. I più organizzati, per non perdere neppure un colpo, hanno già prenotato (a giugno, naturalmente) una serie di sedute di autoipnosi.

Anche i ritardatari sono “organizzati”… a modo loro. Sono habitudinaire del rischio, i loro acquisti sono frettolosi e a volte imprecisi. Per loro fortuna nei supermercati e nei grandi magazzini si respira l’aria settembrina: articoli per la scuola a prezzi convenienti… più o meno.

Il marketing che si interessa ai Back to School è, in fondo, un mestieraccio che deve tenere conto di un duplice pubblico: da un lato i genitori (più o meno disperati) e dall’altro i figli.

Deborah John della Carlson School of Management del Minnesota, esperta di Children’s Consumer Behavior (le spese pazze solo pensate o portate a termine dai nostri figli) ha studiato attentamente il fenomeno e ha ipotizzato tre diverse fasi in cui i bambini, a seconda dell’età, affrontano i messaggi del marketing in maniera diversa: prima limitandosi a una percezione passiva (fino ai 7 anni), poi attraverso l’analisi (dai 7 agli 11 anni) arrivando infine alla riflessione: i ragazzi diventano consapevoli (come noi) di essere di fronte al risultato di un attento studio dei cervelloni del marketing, ma non per questo rinunciano ai prodotti sponsorizzati; piuttosto, sono pronti a premiare chi ha saputo lavorare meglio. Come noi. Anzi, forse meglio di noi.

Un marketing, quello di settembre, legato (come abbiamo visto) anche e soprattutto al rientro a scuola. Un marketing dove il brand riveste un ruolo fondamentale (indipendentemente dallo “stile” che si sceglie) perché simbolo di un bisogno universale: quello di appartenenza.

Novità? A parte i modi sempre più funzionali in cui i supermercati ci aiutano ad acquistare il diario di Spider-Man tra una bistecca e un sugo pronto, ci sono gli store online sempre più apprezzati dai giovanissimi, attraverso i quali è possibile organizzare acquisti personalizzati, “su misura”, con un’ampia scelta e una buona dose di risparmio.

Dopo i programmatori e i ritardatari, i Ponzio Pilato: la partita si chiude con la carta di credito nelle mani tribolanti dei bambini.

Che tanto, alla fine, sapranno scegliere meglio di noi.