Gli #Indecisi

Gli indecisi sono una categoria di individui molto preziosa per il marketer: perché chi non ha una buona organizzazione, ha di certo molto tempo.

Snobbati da molti per le loro piroette tra un corridoio e l’altro – prendi, posa; riprendi, riposa – sono gli unici soggetti che veramente danno soddisfazione; gli unici a capire davvero il lavoro che si cela dietro un brand: un’etichetta, uno slogan, persino la grafica dietro la quarta pagina del catalogo di magazzino: perché loro, e solo loro, sono quelli che hanno il tempo di leggere, studiare, valutare con attenzione ogni dettaglio.

Gli indecisi sono quelli che per ogni passo verso la cassa, ne fanno tre indietro; quelli che dopo mezz’ora di viavai, sono capaci di posare l’intero carrello spesa (virtuale o reale) senza battere ciglio, e imboccare la più vicina uscita senza acquisti; gli stessi che tornano a casa e trovano il frigo vuoto, scendono di nuovo, in un altro supermercato, solo per arrivare di nuovo in cassa a chiedersi se – dopotutto – era proprio così necessario fare la spesa.

Gli indecisi, più che sulle emozioni, basano le scelte di acquisto su atteggiamento di totale casualità: può essere un componente chimico dal nome simpatico in etichetta a far pendere l’ago della bilancia verso il “prendo”, così come un cambio di pantone nella confezione a bannare per sempre lo stesso oggetto dalle proprie liste.

L’indeciso ha il tempo di comparare prezzi al pezzo e prezzi al chilo; conosce l’andamento storico di un prodotto meglio del direttore marketing che quell’oggetto lo produce, ma da due anni non si è ancora deciso a comprarlo, e non per ragioni di costo o di disponibilità economica, ma per non essere ancora riuscito a scendere a patti con se stesso sull’utilità vera di quell’oggetto nella propria vita.

Sì, perché l’indeciso compra in velocità solo in due casi: emergenza medica – ma i colleghi farmacisti possono dissentire anche su questo… – e abitudini radicate sin dall’infanzia.

Ad analizzare con cura le loro mosse, infatti, suona strana la velocità con cui posano un barattolo di borotalco nel carrello e la cervellotica, irrazionale, arzigogolata fase di decisione tra un cappello rosso e lo stesso cappello rosso ma con la tesa due toni più chiara.

Non è vero che gli indecisi non sanno assumersi le proprie responsabilità – nella vita come negli acquisti – è solo, come nel caso del borotalco della nonna, che amano quando qualcuno lo fa al posto loro.

La soluzione: kit di spesa già pronti. Facili da prendere, facili da posare.