I 6 consumatori del Natale

È Natale e rassegniamoci: non basta il pensiero, ma è tempo di consumi. E nonostante il 25 dicembre arrivi tutti gli anni, ognuno reagisce a modo suo.

IL PRECISO

Quello che “io i regali tutti a novembre“, con tanto di foglio Excel, budget di spesa prefissato, centrato e in attivo: li ha presi tutti scontati, su Amazon. Quindi è a posto.
È quello che ha sempre la situazione sotto controllo, ma è anche quello più solo, in questo momento perché tutti gli altri sono fuori a cercare i regali.
La sua emozione? La noia.

LO STOCKISTA

Un solo regalo, per tutti lo stesso. Lo stockista non ha negozianti di fiducia ma fornitori, e siccome lui tratta il prezzo direttamente in ditta, vengono a consegnarglielo in garage, senza il fastidio di dover andare in centro. Comodo è comodo, perché risparmia le file, il dover comprare, il dover scegliere: se lui si è trovato bene con il tostapane di Lidl, ne comprerà un pallet.
Lo Stockista il 6 gennaio è in disavanzo sicuro, con molto più di metà inventario ancora da smaltire. Non andranno via a mani vuote Testimoni di Geova e operatori del gas. E se a qualcuno non piace? Metti caso gli arrivi il celiaco o quello a dieta, non è un problema: l’anno prossimo si rifarà con il tritaverdure a batterie.
La sua emozione: la stabilità.

IL RITARDATARIO

Quello che pensa che le lucine piazzate in centro da novembre siano per vederci meglio in strada, e del Natale in arrivo se ne ricorda il 24.
Ok, il tizio in questione non è da giudicare, perché un po’ in ritardo ci siamo tutti, ma un conto è mettere il 24 l’ultima spunta della lista (il profumo di zia Ludmilla) un conto è voler spuntarla TUTTA il pomeriggio della vigilia.
Per ottimizzare i tempi sarà costretto a chiedere un fido in banca (le leggi del mercato non sono dalla sua parte) e minimizzare gli spostamenti dirigendosi verso il centro commerciale più grande della sua zona. Salvo scoprire che come lui ce ne sono parecchi.

Probabilmente passerà il Natale in coda, nel parcheggio dell’Auchan.
La sua emozione: il panico.

IL TIRATO

Quelli che “io quest’anno regalo la mia presenza”. Un regalo che non fa gola a molti, per due motivi:
a) nessuno l’aveva chiesto
b) non si può cambiare, perché è senza scontrino.
La sua emozione: l’insicurezza.

LA NONNA (O LA MAMMA, O LA ZIA…)

Il club del “regalo utile”: otto paia di calzini, la sciarpa, il mutandone, il maglione, il berretto di lana, le babbucce. Poliestere finissimo al 100%, tinto in vernici al piombo-cadmio bandite dalla convenzione di Ginevra.
Nessuno di questi farà caldo, nessuno di questi sarà della misura giusta, e al primo rush cutaneo l’utilissimo dono verrà deposto nel cassetto apposito, quello in fondo all’armadio, che vede luce una volta all’anno.
La sua emozione: l’irritazione (cutanea).

L’ARTISTA

Quello che “quest’anno ho pensato di regalarti un pezzetto di me”.
Se è vino di produzione propria sarà buono per condirci l’insalata (al posto dell’aceto); se sono quadri faranno muffa in cantina; se è prosa finirà ad accendere il camino; se sono versi cambierete amici. Perché a tutto c’è un limite.
La sua emozione: la solitudine.