I nonni con i bambini visti dal trade

Giugno è il mese dei vacanzieri precoci. Di quelli che gli altri, tutti gli altri, invidiano almeno un pochino e di quelli che noi, di qua dal trade, osserviamo, studiamo, emozioniamo a suon di espositori, promo in store e operazioni sul punto vendita.

La nostra esplorazione continua con una categoria speciale di VIP che inquadra i nonni al mare con i nipotini.
Al mare, al lago, sui monti o in campagna: per nonni e nipoti non conta il dove, ma il perché e poi il come.

Il loro perché – quella che noi del trade definiamo reason why – parte dall’amore, gira intorno al diritto consolidato di viziare i cuccioli e atterra nella soddisfazione che provano nel ripeterlo a ogni genitore che tenti di limitarne gli ambiti di applicazione.

Il come equivale a una e una sola formula riassumibile nel mantra: a modo mio.

– Mamma, scusa, so che tutto quello che fai è in buona buonissima fede, ma così non rischiamo di dare a Gianfilippo un’immagine distorta del mondo? – dirà la genitrice con tutto il tatto di cui dispone.

– Maffigurati! Chessarà mai? Due caramelline, un giretto in giostra, quattro coccole.

– Mamma, perdonami se insisto, ma Gianfilippo mi ha detto che ha un iPad nuovo.

– Per forza, povero amore, il suo era così vecchio che non aveva nemmeno il riconoscimento a impronta e poi…

– Sì, mamma, va bene, mamma, ma così lo vizio.

– Certo che lo vizio. Il mio compito è viziarlo, mica educarlo.

– Ecco. Appunto, lascia stare.

In realtà quella dei nonni non è una vacanza. O non solo.

Dal punto di vista dei genitori è una forma di babysitteraggio non disciplinato dalle leggi sul lavoro e a titolo gratuito. Da quello dei nonni è abuso d’ufficio, missione sociale, riconoscimento della propria facoltà a fare qualsiasi cosa venga loro in mente, pur di far felici i piccoli.
Ecco quindi che il nonno VIP approfitta di ogni opportunità gli capiti sotto le lenti bifocali.

Dall’espositore a forma di astronave aliena, farà uscire i pargoli con cestini di meraviglie, dagli scaffali, dalle corsie fino alle promo in store, non perderà mezza occasione per vedere i suoi nanetti sorridere fino alle orecchie.

Per emozionare lui ci basterà far felici i piccoli.

Per far felici i piccoli, invece, ci toccherà smettere di sentirci grandi e provare, almeno ogni tanto, a ricordarci come eravamo, come ci divertivamo noi, come ci emozionavamo prima, mooolto prima, di passare le nostre esistenze a lambiccarci il cervello per emozionare gli altri.