I sapio-single

Una volta, se erano femmine e single (senza essere passate dal velo nero della vedovanza) le chiamavamo zitelle e le guardavamo invecchiare restando per sempre signorine.

Se a vivere da soli erano i maschi, invece, li chiamavamo scapoli, le donne li desideravano e gli uomini li invidiavano.

Quelli che invece oggi non hanno relazioni stabili, anelli al dito, mutui cointestati, possono farlo per scelta così come possono girare in tacco dodici a prescindere dal genere.

Perché hanno cultura, intelligenza e fascino.
Non vogliono legami (o così dichiarano).
Stanno bene per i fatti loro, anzi da dio.
Qualunque sia il loro passato, la singletudine non si discute.

Non soffrono la solitudine, non sono in cerca di cambiare il proprio status e non se ne lamentano, e anzi lo sbandierano come una conquista: sono i sapio single.

I sapio-single sono solitari ma non lupi delle steppe. Escono, fanno shopping, frequentano la rete e gli store.

Maschi, femmine o something in between, i sapio-single sanno quello che fanno e ne sono ben felici.

Hanno conquistato un’autonomia sufficiente per apprezzare le porzioni monodose dei supermercati, godono di un reddito che non va diviso con nessun altro e non temono l’isolamento.

Non hanno bisogno di liste della spesa, né di promemoria o consigli per lo shopping: fanno acquisti per sé e se li godono.

Comprano quello di cui hanno bisogno per stare bene, seguono le loro emozioni e proteggono la loro indipendenza.

Aborrono l’idea di famiglia, le immagini gentiste di coppiette felici, i carrelli da derrata pre-apocalisse zombie.

Usano il cestino per i grandi rifornimenti e per la spesa di tutti i giorni, vanno a mano, o al massimo con un sacchettino di supporto.

Come conquistarli?

Sono edonisti, sicuri della loro filosofia, dei loro risultati e del loro status ma sono pur sempre una minoranza, continuamente bersagliata da amici, parenti e conoscenti che mentre ostentano le loro famigliuole del Mulino Bianco, invitano loro a unirsi alla festa.

Come la mamma che dice “oh, ma quand’è che ti trovi una brava persona”, o come l’amico/a che lo invita a cena con i pargoli e gli ricorda sarebbe il caso ne facesse due o tre e perfino come l’edicolante che propone cuginame da sistemare.

Per quanto sapio possano essere i nostri sapio-single, se ogni tanto noi del trade ci/gli ricordassimo che sappiamo che esistono, e in mezzo alle nostre isole promozionali per famiglie e bambini celebrassimo anche loro, male non faremmo. Perché non fare un’isola in formato monodose? Una zona per chi non ha un branco, ma solo se stesso e non ne soffre.