I single non sono tutti uguali

L’abbiamo detto delle quarantenni, l’abbiamo sottolineato con i nonni, e lo ripetiamo qui: per quanto ci piaccia (e ci serva) clusterizzare, gli esseri umani non sono tutti uguali e, anche all’interno di una singola e specifica categoria, i sottogruppi non si contano.

Il mese di maggio noi lo dedichiamo ai single.

Mentre la natura esplode e l’estate avanza in anticipo sul calendario, i single escono dalle loro tane, fanno cose, vedono gente, compiono scelte. Anche d’acquisto (che poi è quello che riguarda noi che lavoriamo nel trade).

Fino a una cinquantina di anni fa, la sotto classificazione dei single era facile, facilissima: la parola single nemmeno si usava perché c’erano le zitelle da un lato e gli scapoli dall’altro.

Di qua, tristezza, vecchiume e scarpe simil-ortopediche; di là capello fluente, sguardo malandrino e fascino imperituro.

Fino al primo dicembre del 1970 il divorzio nemmeno era disciplinato dalla legge italiana e per perdere il coniuge avevamo due scelte: la vedovanza o lo scandalo.

Oggi il cinema è cambiato.

Le coppie si formano, si sfaldano, si allargano, mutano confini e danno vita a nuove buyer persona.

I single sono tanti e continuano a crescere: una famiglia su tre è composta da una sola persona e all’interno del gruppo c’è l’ex scapolo (il cui genere abbraccia ora anche il gentil sesso), il porzione singola ma da poco, quello di ritorno e quello a caccia (con o senza cuccioli al seguito).

A maggio, tutti i lunedì, su questi schermi.

 

Approfondimento:

Da ilfattoquotidiano.it:

Famiglie single in aumento a causa dell’invecchiamento della popolazione, ma anche di separazioni, divorzi e arrivo di stranieriFamiglie con una sola persona – Aumentano da 20,5 a 31,6% e si riducono quelle di cinque o più componenti (da 8,1 a 5,4%). Nel giro di vent’anni, spiega l’Istituto di statistica, il numero medio di componenti in famiglia è sceso da 2,7 (media 1995-1996) a 2,4 (media 2015-2016). Il fatto che quasi una famiglia su tre è dunque composta da una sola persona è conseguenza di “profonde trasformazioni demografiche e sociali che hanno investito il nostro Paese: il progressivo invecchiamento della popolazione, innanzitutto, ma anche – spiega l’Istat – l’aumento delle separazioni e dei divorzi, così come l’arrivo di cittadini stranieri che, almeno inizialmente, vivono da soli”. Anche il Sud, dove c’è il più alto numero di componenti per famiglia, mostra una graduale riduzione della dimensione familiare: da un numero medio di componenti pari a 3,1 (media 1995-1996) a un numero medio pari a 2,6 (media 2015-2016). Dal confronto territoriale sulla dimensione familiare (media 2015-2016) emerge che la ripartizione geografica con la quota più elevata di famiglie unipersonali è il Centro (34,4 per cento); il Sud, invece, registra la percentuale più bassa (28,25).