Help a Dane: i turisti nordici visti dal Trade

Luglio è il mese per eccellenza della nostra invasione gentile: l’intero stivale, da risvolto a punta, apre le braccia, i portafogli e i lidi per accogliere le orde di turisti che andranno ad affollarli per 7, 14 o 21 magnifici giorni.

Sciami migratori di esseri umani troppo poco vestiti per il clima del nostro paese, che sopportano qualunque livello di pulizia del loro bed & breakfast pur di fare il carico di carboidrati, monumenti e vitamina D che in tutti e tre i casi – poverini – nei loro paesi vendono solo liofilizzati.

Arriveranno con i loro carichi di insicurezze sul nostro paese, torneranno indietro con molte più domande su di noi di quante ne avevano all’andata, ma una sola certezza in più: tanta voglia di tornare a cercare le risposte.  

Eppure, tra quelli che affollano il nostro BelPaese c’è turista e turista. Nella nostra analisi di questo mese, cercheremo di identificare le categorie più diffuse, e come approcciarle dal punto di vista del trade marketer. Cominciamo da quelli del Nord, dove per Nord intendiamo tutto quello più su delle Alpi (che non sia francese, che loro li conosciamo), dall’Olanda al Canada.

CINQUE cose che devi sapere sul turista del Nord:

  1. Il turista del Nord ama vestire comodo, ama meno essere preso in giro.

Sì, lo sappiamo, fanno ridere anche noi i sandaletti nel bel mezzo della bufera che le previsioni del tempo annunciavano da due settimane. E i pantaloncini modello Capri sulla funivia a 3 mila di quota. O le infradito nonostante il loro tour organizzato prevedesse almeno dieci chilometri di cammino.

Lo sappiamo. Ma non c’è bisogno di dirglielo.

  1. Il turista del Nord non vuole mangiare cose italiane, vuole mangiare una non meglio identificata (e per questo meno pretenziosa) “cucina italiana”.

E se ti chiede di mettere le polpette negli spaghetti, suvvia, tappa il naso e mettigliele nel piatto.

  1. I clienti hanno sempre ragione. I turisti del Nord hanno semprissimo ragionissimo.

Perché con i commenti negativi ci sanno fare. E hanno famiglie numerose e ben istruite.

  1. Il turista del Nord non ha bisogno delle saponette.

E non perché non si lavi. Circa questo punto, diciamo solo che gli standard di igiene sono diversi, e che non si può pretendere molto da nazioni che solo in questi anni stanno scoprendo le meraviglie del bidet (scoprendo non significa ancora installando, però). Ma se si può sopravvivere per due settimane o più nelle stesse lenzuola, la questione è diversa quando si tratta di confrontarsi con il nostro beneamato sole, che bacia le nostre pelli e infuoca le loro. Se ti interessa farlo sopravvivere, dunque, al turista porgi una confezione di crema solare. Magari in offerta al supermarket, o in omaggio al bed & breakfast. Avrai magari meno brandelli di cotenna sparse in giro per le stanze.

Non ci credi? Guarda qui. Please help a Dane.

  1. Il turista del Nord ha attraversato le Alpi (e qualcuno pure l’Atlantico) per prendersi un pezzo di Italia. Diamogliela.

Ok, non ti stiamo dicendo di ballare la tarantella (anche se un certo tipo di musica popolare in filodiffusione fa sempre effetto). Ma se ti chiedono “l’Italia”, dagliela. Pizza, spaghetti, mandolino. Magari anche tutto insieme. Che c’è altro lo vedranno con i loro occhi.