Il #Grinch

Chi non ha almeno un #Grinch in famiglia o tra gli amici più stretti?

Tutti sappiamo a livello inconscio chi sia il Grinch: un mostro verdastro che odia il Natale e per Natale qui intendiamo tutta la cornice commerciale che ruota attorno alla festività e, più genericamente, l’effimero, l’acquisto compulsivo, quell’in più che di solito rende felici e appagati: lo spirito stesso dello shopping.

Le lucine, le candele, i merletti, i dolciumi, i pacchetti, jingle bells nell’aria, nelle strade, nei centri commerciali, e poi festoni decorativi, neve finta, pacchi e pacchetti in carta lucida e scintillante dentro le vetrine, scarpe nuove, vestiti nuovi, una macchina nuova, perché no, in comode rate.

Ecco, lui, il #Grinch detesta tutto questo: ogni anno portarlo a fare i regali di Natale o farsi accompagnare per un pomeriggio di shopping, equivale a discussioni infinite, musi lunghi, mugugni e borbottii.

Lui è quello che resta fuori dai negozi troppo affollati, quello che sceglie gli orari per le incursioni nei centri commerciali tenendo conto delle partite di campionato e degli sbalzi climatici perché vuole fare presto e incontrare meno gente possibile sulla strada dell’acquisto.

Lui è quello che quando gli domandi cosa desidera ricevere in dono ti risponde: “Niente. Ho già tutto.”
Ebbene, non è vero.

Come nella favola, anche il nostro Grinch ideale non è un vero cattivo.
Lui detesta lo spirito del Natale (e lo spirito dell’acquisto) unicamente perché se ne sente escluso.

Perché è un insoddisfatto cronico.

Perché, forse a causa di qualche evento traumatico legato al mondo dell’effimero, a differenza di tutti gli altri lui non riesce a connettersi con il suo lato superficiale e giocoso, ma lo vorrebbe da matti, ecco cosa scatena il rifiuto.
Il Grinch è probabilmente il cliente più difficile da conquistare, proprio perché non mostra apprezzamento per nulla che brilli e che riluca.
Per conquistarlo bisogna parlare al bambino ferito che è in lui, sedurlo, coccolarlo, invitarlo a fidarsi, lavorare sull’accoglienza e la discrezione, fargli molti complimenti.
Fargli sentire che quel maglione, quel profumo, quel prodotto è stato pensato proprio per lui.
Fargli capire che non è affatto vero che ha tutto: ha tutto meno quel maglione e un centinaio di altre cose. Blandirlo fino a strappargli un sorriso che durerà un istante, ma che lo avrà fatto sentire felice e parte dei colori e delle luci da cui si sentiva escluso.