Il quartierista-bancarellista

– Supermarket? No, grazie.

La filosofia cardine del quartierista-bancarellista sta tutta nel suo rifiuto alla frequentazione di un qualsiasi punto vendita che sia:

  1. più lontano di duemila passi tra andata e ritorno;
  2. più grande (e decisamente organizzato) del suo sgabuzzino per le scope;
  3. più sfacciatamente commerciale del mercatino sotto casa;

Il quartierista-bancarellista, d’ora innanzi per brevità QB, preferisce fare acquisti calmierati, o così si racconta, e fa niente che poi compri la qualunque fino a riempire frigo, dispensa e armadi e ripostigli purché ogni oggetto provenga da un approvvigionamento che ritiene sicuro, umano, eco-solidale, km zero, e bla bla bla.

Questo esemplare di buyer persona evita il supermercato come l’ebola perché punta a una qualità che ritiene di NON poter trovare nei grandi punti vendita della distribuzione organizzata.

Il sillogismo “grande punto vendita uguale scarsa qualità” per il QB  è una certezza: messo davanti a due arance, una proveniente da un megastore, l’altra dalla cassetta in legno shabby-chic del suo negoziante/bancarellaro, la prova del doppio cieco fallirebbe in almeno nove esperimenti su dieci.

Il QB crede nei rapporti umani, nelle relazioni consolidate da anni di acquisti ripetitivi e battute, pronto a giurare che l’interessamento del “suo” amico fruttivendolo sia spontaneo, e lo sia sempre.

Per contro, guarda con sospetto le pubblicità dei supermercati che si raccontano fatti di persone.

 

Ama sentirsi riconoscere e salutare per nome. Adora accettare i consigli dei suoi mini-fornitori di fiducia e diffida dei grandi numeri, delle grandi superfici, dei corridoi lunghi come autostrade. É convinto che nei supermercati nessuno lo conosca e che quindi nessuno, mai, possa ricordarsi i suoi gusti, le sue intolleranze e preferenze.

Ne è così sicuro che se provassimo a rapirlo, a bendarlo e poi a portarlo davanti al banco frigo di un supermercato riuscendo a farlo concentrare solo sulla voce e sulle attenzioni dell’addetto al suddetto banco, penserebbe di essere in uno dei suoi “negozietti di fiducia”. Tolta la benda e rimosso l’isolamento forzato, in alcuni casi, vivrebbe un’emozione molto vicina allo choc. In altri, una gran bella sorpresa.

Come rintracciare, emozionare e convincere a tornare un quartierista-bancarellista?

Facendolo innanzitutto ricredere su qualità e umanità da un lato e ricreando la fiction alla quale è abituato dall’altro.