Intervista alla Befana

Nella rubrica Trade & Tales, ogni mese ospitiamo personalità illustri legate al mondo del Trade Marketing. Quest’anno abbiamo deciso di cominciare la nostra serie di interviste con una delle figure più influenti della SMGDO (supermegagrande distribuzione organizzata), da anni una delle personalità più avanzate nel mondo della logistica e distribuzione: la Befana.
Inutile soffermarci sul suo curriculum: dopo una brillante carriera come assistente e consorte di Babbo Natale, negli ultimi decenni, la Befana insieme al suo indotto è riuscita a costruire un impero della distribuzione dolciaria, fino a costituire un vero e proprio spinoff festivo, arrivando a garantire una rete di consegne ancora più capillare del suo precedente datore di lavoro, in quanto capace di aggredire target di mercato ormai fossilizzatisi dall’esplosione delle sciarpe e dei calzini.
Ci siamo riusciti. Non è stato facile arrivare a parlare con lei, vista anche la vicinanza con i giorni più duri del suo calendario. La incontriamo nel suo covo, in una delle zone più fredde del pianeta.

– Signora Befana, innanzitutto grazie per essere qui con noi. O preferisce che la chiami Signora Epifania?

– No cari, Befana andrà benissimo.

– Iniziamo subito con una domanda a bruciapelo: non le crea problemi essere accostata a figure come le streghe? Per via di tutti quei cosi sul naso, e le scope volanti e…?

– Ci ho fatto l’abitudine.

– Esattamente, lei cos’è che fa?

– Mi occupo di contratti e distribuzione. Non è un lavoro molto complesso: per 12 mesi all’anno accumuliamo dolcetti, per un giorno li distribuiamo.

– Beh… impressionante. Ma come avviene… praticamente?

– Si mettono i dolci nelle calze. E si vola in ogni casa. Si appendono ai camini. O alle caldaie. O alle stufe a pellet.

– Stufe a pellet?

– Sì. Stiamo diversificando.

– Dal punto di vista logistico, quali sono i problemi?

– La principale difficoltà con cui ci scontriamo ogni anno è quella di budget. L’imprenditoria al femminile, nel posto da dove vengo io, è rimasta parecchio indietro. Ai miei colleghi maschi – fa un colpo di tosse indicando un quadretto di babbo natale appeso alla parete – viene offerto ogni anno slitta, trazione animale, sacconi con capienza infinita, e un efficacissimo sistema dedicato di smistamento postale e assemblaggio pacchi.

E invece, Lei?

– Faccio tutto da sola.

– E in tutto questo cosa ci guadagna?

– Se fosse una puntata di Miss Italia, direi: i sorrisi sui volti dei bambini.

– Bello ma…

– Le sembro Miss Italia, forse? (indica il porro purulento sul naso).

– Non possiamo negare che il suo sia… un altro tipo di fascino.

– Stock options.

– Ah.

– E poi sa quanti milioni di metri cubi riesco a liberare di stoccaggio ogni anno? Prendo la provvigione sulle giacenze liberate.

– Qual è il suo segreto?

– Organizzazione. Ho un MBA in finanza, ma sono le mie skill sono di gestione e management degli spazi a fare davvero la differenza. Sono nata come addetta alla corrispondenza, mi sono ritrovata a fare la trade marketer, ci sto dentro da dio. Io ho creato un mercato dove non c’era. All’inizio era tutto carbone, poi abbiamo iniziato a esplorare la strada dello zucchero, ci siamo buttati dentro con un progetto comunicativo serio, abbiamo investito tanto, e ha portato i suoi frutti.

– Ad oggi il fatturato medio annuo è di?

– Non posso rivelarlo. Abbiamo sede in Liechtenstein.

– C’è qualcosa che vorrebbe dire ai nostri colleghi trade marketer?

– Sì.

– Cosa?

– Il 6 Gennaio i dolci sono roba mia.

– Grazie.