Le vacanze viste dal trade marketing

L’estate – per il mondo che ci circonda – sta per iniziare: il calendario freme, le spiagge di tutte le coste vengono spazzolate e pettinate da eserciti di neo-bagnini pronti alla stagione. Per il mondo che invece abita chi come noi lavora nel e per il trade marketing è già praticamente finita. Mentre gli altri esseri umani del pianeta pensano al cambio di stagione, cercano i sandaletti e comprano infradito, noi stiamo già pensando agli acquazzoni di agosto, alle prime foglie gialline di settembre e al rientro a scuola.

Giugno è il mese delle vacanze precoci e noi che viviamo nel trade marketing non possiamo non celebrarlo puntando i nostri cannocchiali verso la macrocategoria dei Vacanzieri Invidiabilmente Precoci (o VIP): il mese che inizia oggi lo dedichiamo a loro. Quello che segue invece si concentrerà sui turisti, cioè su tutti quelli che stanno per attraversare i confini per venire da noi, in Italì.

Il vacanziere invidiabilmente precoce è quello che mentre noi, in città, tra un palazzo e l’altro, iniziamo a scioglierci sotto – e a lamentarci contro – il sole, sta già rilassato in una delle mille località di villeggiatura e se la gode perché può permetterselo.

Il vacanziere invidiabilmente precoce è felice, anzi felicissimo.

Il VIP è felice. L’unico “impegno” che deve rispettare nei tre-cinque-quattordici giorni della sua altrettanto precoce vacanza è con se stesso.

Il VIP è felicissimo. Lo sa che il resto dell’universo andrà al mare dopo, più avanti, che affronterà code sulle quali lui ha perfino sorriso, che troverà le spiagge piene fino all’inverosimile, i ristoranti prenotati, i supermercatI con la fila alle casse neanche fosse scoppiata un’apocalisse zombie. Ma lui (o lei, o loro, come vedremo) no: lui in vacanza c’è già. E ci è arrivato per merito, per lungimiranza (perché magari ha bloccato le sue ferie prima ancora che l’azienda le calendarizzasse), per età e dunque diritto o per soddisfare un bisogno altro, più grande e alto dei propri (come portare al mare i cuccioli).

Come riconoscere un vacanziere invidiabilmente precoce in store?

Facile: tre sono gli indicatori più affidabili.

  1. Il vacanziere invidiabilmente precoce fa la spesa, fa una grossa spesa, ma non ha il carrello. Non gli serve: è in vacanza e il carrello gli ricorda casa, ma soprattutto gli fa tornare in mente la città, il traffico, il collega poco gentile, eccetera, eccetera, eccetera. Piuttosto di prendere un carrello, il vacanziere è disposto a lasciarsi sciogliere i surgelati sotto le ascelle (che rinfrescano pure), o meglio ancora a lasciare cadere l’intera spesa tenuta in bilico con i polpastrelli a mezzo metro dalla cassa. Assicurarsi di tenere pronti i secchi. E la segatura.
  2. Il vacanziere invidiabilmente precoce vive il momento della spesa con lo spirito della vacanza: cioè senza mai smettere di essere vacanziere e dunque leggermente arrossato, felice e soprattutto rilassato. Non ha fretta, non ora, non più. Passa il tempo ad ammirare le vetrine di surgelati come fosse agli Uffizi, interi quarti d’ora a ragionare sui nomi scritti nella lista degli ingredienti insieme al/la partner, all’opera insieme ai bambini per mostrargli quanti tipi diversi di mozzarella locale possano esistere. Che poi sia la stessa che trova a Milano, Verona, Grosseto sud, è solo un dettaglio.
  3. Il vacanziere invidiabilmente precoce è nudo, o quasi. Qualunque tempo ci sia fuori, Maestrale, bora, correnti groenlandiche: lui ha infradito e bermuda o zoccoletti e gonnelline (sì, anche sulle Dolomiti).

Tuttavia, come per tutte le altre fenomenologie umane finora osservate qui, anche di vacanziere precoce non ce n’è uno solo.

Nella macrocategoria antroposhoppiana dei VIP vedremo:

  • i nonni al mare con i nipotini;
  • le mammine in riviera;
  • la famiglia al gran completo.

Scopriremo nelle prossime settimane come avere a che fare con loro in altre situazioni e, soprattutto – visto che qui parliamo di TRADE – scopriremo come coinvolgerli, emozionarli, portarli non solo a vivere un’esperienza di shopping in doppia classe A, ma anche a parlarne.

Restate con noi.