#MFW2018: THE FASHION MOMMY

Quando la fashion blogger figlia

(voce del verbo, non sostantivo)

Disclaimer: no, non parleremo della Ferragni e di Fedez, per quello c’è Insta.

 

La natura ci ha spesso mostrato mutazioni cruente, come quella da bruco a farfalla o  la muta della pelle nei serpenti, ma nulla è paragonabile alla sofferente ed erta trasformazione da fashion blogger a fashion mommy.

Era intuibile che la mediaticità intrinseca alla moda, traesse nuova linfa dalla creazione dei social network.

Delle circa 2 milioni di fashion blogger, le vere influencer sono poche centinaia. Alcune di loro si sono trovate , come in un frammentario Truman Show consapevole a dover gestire mediaticamente un passaggio complesso come la gravidanza e il parto. Non è una questione di nausee o piedi gonfi ma di rebranding.

L’eterna giovinezza mostrata al pubblico si scontra con un passaggio chiave nella vita adulta.

Si tratta di non perdere il proprio target e anzi di ampliarlo.  

Vengono  mostrati quindi solo alcuni passaggi visivi della gravidanza, che diventa parte dello storytelling ma non l’argomento centrale e la nostra blogger non diventa solo una mommy ma also una mommy.

E qui comincia il difficile, il vero lavoro da fotoreporter di guerra.

Come raccontare in chiave patinata e catchy un passaggio così pieno di m**** , nel senso letterale del termine, come i primi mesi di vita del pargolo.

 

Le strategie a quel punto diventano due: la nuova e ingombrante presenza viene evocata ma mai mostrata o viene mostrata e censurata, perché non venga cannibalizzata  dalla rete, in un nuovo gioco di prospettive.

 

In tal modo il pargolo alle sfilate assurge al ruolo di convitato di  pietra e come in un film di Moretti:

Che dici, vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce.

 

Per la fashion mommy ogni occasione è non solo buona, ma la migliore per emozionare il suo target: un selfie qui, una Insta-story là e il gioco è fatto.

A guardarla dal trade, fa tenerezza, così ggiovane e così impegnata a dare il meglio di sé… ma se c’è un lato che ci può tornare utile è proprio ciò che muove lei e il suo pubblico.

Perché lei sia felice ha bisogno di like e follower e per avere like e follower, dovunque vada, mentre fa la spesa all’Auchan, gironzola nei megastore o passeggia per i Mall, le serve il giusto palcoscenico.

Quindi sì a specchi di ogni taglia e formato, sì alle cornici nelle quali autoritrarsi e sì agli scenari per magnificarne l’appeal.

Se le daremo modo di sorridere del suo stesso fascino, le emozioni provate guideranno i suoi acquisti e faranno impennare le nostre vendite.