Il consumatore Osho

#Osho: new-age, harmony and bio.

La fenomenologia di oggi è molto molto zen.

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Il buyer persona di questa puntata di Antroposhopping è l’Osho: fenomeno complesso nella sua ostentatissima iper-semplicità.

L’Osho non ha un’età precisa.

Ci sono Osho ventenni, fricchettoni, apparentemente menefreghisti dei problemi legati all’economia perché vivono ancora con mamma e papà, a prima vista anti-commerciali; e trentenni e quarantenni tendenti all’Hipster e quindi più attenti al look, allo stile finto trasanda e spesso messi bene economicamente, votati al prodotto esclusivo, al buon vino costoso e a tutto quello che ai loro occhi appare unico. Ci sono anche Osho cinquantenni dai look ricercati e stravaganti e oltre.
L’Osho non ha nemmeno una fascia di reddito univoca.
Ci sono Osho cinque stelle superior, quelli con derive radical chic che si fanno arrivare il salmone dalla Danimarca per il pranzo di Natale e arredano la tavola e la casa con sfarzo decadente barocco, e Osho in economy: moderni hippie che non sanno rinunciare a una vita più bio possibile, anticonformisti, pacifisti, e disposti all’acquisto selvaggio purché si svolga in mercatini dell’artigianato e/o comprenda donazioni a Onlus di qualche tipo.
L’Osho possiede una naturale predisposizione a essere attratto dal prodotto con il packaging di fattezze naturali, cartoncino grezzo e lettering verde chiaro: che sia una scatola di biscotti alla crusca e quinoa o l’etichetta di una maglia al 70% lana merinos delle Ande, fino alla tavoletta per tagliare le verdure in legno di ulivo, questo cliente acquisterà tutto ciò che sembra provenire da un altro tempo, da un tempo in cui il cibo era sano, in cui tutto veniva prodotto artigianalmente e aveva un altro sapore.

Come catturare il buyer persona che chiamiamo “Osho”?

Semplice, facendo leva sulla nostalgia.
I suoi punti deboli sono la melanconia per un mondo che non esiste più, l’amore per la bellezza dei pezzi unici, quel pizzico di maniacalità che lo spinge a volersi sentire anche lui diverso e unico in un panorama di clienti stereotipati.
Poiché l’Osho, a prescindere da età e fascia di reddito, si vuole distinguere, e quindi acquisterà tutto ciò che si distingue.