Sushi in trasferta & Noodle

We love Asia

Continua il mese dei turisti e spostiamo la nostra attenzione su una categoria speciale di viaggiatori che ci omaggiano della loro presenza: gli asiatici. E tra tutte, la loro sottocategoria più diffusa per le nostre spiagge (nonché facoltosa): i giapponesi.

A loro, va innanzitutto tutto il nostro rispetto.

Hanno scelto noi, proprio noi, tra decine di altre mete più vicine rispetto all’altra parte esatta del globo, e per raggiungerci hanno passato almeno 24 ore stipati in bus transfer, aerei, aeroporti affollati.

Se non hanno perso le valigie (e dunque sono incazzati, oltre che stanchi) al loro arrivo a destinazione sono nel pieno della fase ad effetto stupefacente del jet lag, quindi facciamogli un sorriso in più, armiamoci di un briciolo di pazienza in più (non li abbracciate, che vanno in panico e cacciano lo spray al peperoncino) e non ce la prendiamo se fanno richieste degne di una candid camera.

Non capiscono la nostra lingua, non capiscono le nostre lettere, e viceversa: non meravigliamoci dunque se possano scambiare la sala macchine del vaporetto per la toilette.

Che amano fare foto, questo lo sappiamo: approfittatene.

Senza investire nemmeno mezzo yen di pubblicità, ci penseranno da soli a fotografare lo scaffale della pasta, dunque muoviamoci di anticipo per piazzarci qualche dettaglio del nostro brand in più.

Offriamogli location per scattare foto e esperienze da condividere, al resto ci penseranno loro. E soprattutto, pensiamo in grande, perché dove arriva un giapponese, spesso ne arriverà anche un pullman intero dietro. E poi un altro ancora.

Come conquistarli: anche loro, semplicemente essendo noi stessi.

Non abbiamo bisogno di venderci come occidentalissimi, settima potenza industriale del mondo, o altre menate del genere: ci basta essere italianissimi. Se hanno volato per migliaia di chilometri è perché avevano fame di esotico, di lunghe code disordinate alla cassa, non di distributori automatici; di spaghetti a bagno nell’olio di oliva extravergine, non di McDonald.

Ma non mostrategli il sushi nel banco frigo, però: non sono schizzinosi come noi con la pizza, lo mangeranno anche qui, ma a tutto c’è un limite.