Gli ormoni del natale

Gli ormoni del Natale (e come sfruttarli).

O è Natale una sola volta, o non è Natale mai.

Diffida da chi dice il contrario.

Natale non è solo la festa del consumo, delle lucine e degli abeti.

Natale non è solo fuori, il Natale è soprattutto dentro: una questione di muscoli e sangue, di ormoni e neurotrasmettitori.

Ci sono picchi non fisiologici che accadono tra Dicembre e Gennaio, il cervello lavora in modo diverso, il corpo pure. Se fosse Natale tutti i giorni, semplicemente, ne saremmo abituati, e smetterebbe di farci l’effetto che fa. Magico.

 

Lo Stress

Il cortisolo è un messaggero chimico prodotto dal surrene su ordine del cervello. È l’ormone dello stress per eccellenza (insieme all’adrenalina): nei momenti di maggior tensione aumenta zuccheri e grassi a disposizione del corpo, insieme alla pressione sanguigna, con lo scopo di migliorare le prestazioni fisiche e la prontezza. La strategia evolutiva ideale per arraffare l’ultimo maglione a -35%.

Grandi quantità di stress per lunghi periodi di tempo producono danni irreversibili al sistema cardiocircolatorio. Ma una volta all’anno, unito ai chilometri di passeggiata per l’acquisto dei regali, è probabilmente l’unico vero workout che siamo pronti a concederci con il sorriso.

Come lo usa il trade

Lo stress è facile da indurre: ne siamo tutti vittime. Promozioni a tempo, scarsità indotta (o no), countdown al Natale. Fai sentire l’orologio che ticchetta.

Ossitocina

L’ossitocina è un mediatore chimico che svolge diverse funzioni fisiologiche necessarie alla vita (nelle donne è l’ormone che gioca un ruolo fondamentale nel parto) ma i suoi effetti “collaterali” hanno ricadute positive delle relazioni tra persone.

L’ossitocina è l’ormone delle coccole, degli abbracci, del contatto fisico. Diminuisce i livelli di stress, migliora empatia e il senso di appartenenza.

Come lo usa il trade: è l’ormone della famiglia, qualunque essa sia, e delle persone a cui vogliamo bene, chiunque esse siano. E il Natale serve a questo: ricorda ai tuoi clienti che la piccola gioia confezionata nella carta con gli alberelli non è solo “un regalo alle multinazionali”; lo scambio di regali e visite è la più fondamentale scorta di ossitocina che abbiamo a disposizione nel corso dell’anno.

Dopamina

La dopamina è un neurotrasmettitore della famiglia delle catecolamine, gruppo di ormoni di cui fanno parte anche adrenalina e noradrenalina, di cui la dopamina è il precursore.

È l’ormone degli stati euforici, del piacere in senso più ampio, e dei meccanismi di rinforzo positivo. Tutto ciò che ci fa stare bene – dal cibo al sesso, dai trenini elettrici al profumo di macchina nuova – aumenta i livelli di dopamina, e suscita appagamento e di gratificazione.

Come lo usa il trade: Natale è la festa della gratificazione. È la festa di quelli che hanno vissuto un’altro anno, e ritrovandosi si scambiano i simboli tangibili (a forma di tazza o di calzino, non ha importanza) di questo legame, restituendo gratificazione e senso di appartenenza. Il trade ha il compito di lubrificare il processo di selezione di questi rinforzi positivi, zittendo la voce dei mille Grinch che parlano “solo” di consumismo. Foto di famiglie, kit per banchetti luculliani, regali divisi per fasce di età e di consumo.

 

E poi arriva… l’indigestione.

L’indigestione è una leggera infiammazione dell’apparato digestivo, dovuta a un aumento dei succhi gastrici legati alla grossa presenza di cibo nello stomaco.

Come la usa il trade: una volta all’anno, per chi può, la pancia che brucia di sazietà in sincrono con quella degli altri, non è un male. Il trade non deve giustificare gli sprechi, ma deve concedere alle persone quello che meritano: il gusto di stare insieme. Perché per stare soli, a combattere contro il mondo, c’è un anno intero davanti.