Il neuromarketing, l’amigdala e altre cose divertenti che non puoi non sapere…

Nel post sui 3 cavalieri dello shopping abbiamo accennato all’amigdala.

I 3 cavalieri dello shopping

Poi ne abbiamo parlato qui.

5 ragioni per conoscere il ruolo dell’amigdala nelle scelte d’acquisto

Oggi ci torniamo per fare due ragionamenti in tema di buyology e sul ruolo dell’amigdala nei processi d’acquisto.

Buyology è il termine coniato da Martin Lindstrom (fra le persone più influenti del 2009 secondo Time Magazine), al termine di uno studio durato tre anni che ha coinvolto 2.000 volontari provenienti da tutto il mondo.

Lo citiamo non solo perché ci piace la parola buyology, ma anche per la attenzione di Lindstrom per gli small data.

Soprattutto oggi, in un momento in cui sono i big data a farla da padrone, Lindstrom invita ad aprire gli occhi sul comportamento quotidiano dei consumatori e a raccogliere indizi che possono aiutarci a scoprire le tendenze.

Se ci stai leggendo perché come noi mangi pane e Trade per colazione, pranzo e cena, e/o sei curioso per natura, magari ti interessa sapere cosa succede nel nostro cervello quando compriamo qualcosa.

Se invece sei capitato su questa pagina per caso, magari cercando info su Sarah Jessica Parker o una ricetta di Gordon Ramsay, faccelo sapere (e noi crocifiggeremo i nostri SEO in sala mensa*).

Torniamo all’amigdala.

Se in neurologia è molto difficile associare con precisione un’area, un’emozione o una funzione a un’unica struttura, circa l’amigdala possiamo quasi andare sul sicuro perché processa tutto ciò che ha a che vedere con le nostre reazioni emotive.

L’amigdala è la parte profonda del cervello in cui prevalgono le emozioni basiche, come la rabbia, la paura e l’istinto di sopravvivenza.

Ci porta a scegliere se scappare da una situazione o restare, ma ci obbliga anche a ricordare le esperienze negative che abbiamo già vissuto.

  1. È connessa alla paura (che no, non fa paura al trade) – link
  2. L’amigdala entra in funzione prima, durante e dopo un acquisto.
  3. Ci fa avvicinare a una scelta specifica e ci allontana da un’altra.

Nelle prossime puntate, su questi schermi, entreremo nello specifico e continueremo a parlare di amigdala e processi d’acquisto.

Se parliamo di amigdala (e nucleus e corteccia) è perché parliamo di emozioni. E se siamo tanto fissati con le emozioni è perché:

  1. ci piacciono;
  2. funzionano, come dimostra uno studio di IPA (su 1400 casi di pubblicità di successo) che dice come le campagne con un contenuto puramente emozionale abbiano ottenuto il 31% delle conversioni contro il 16% di quelle esclusivamente razionali.

 

*just joking.