Il senso del trade marketing

Abbiamo visto come risvegliare i sensi sia importante in ambito di marketing, perché si trascende l’aspetto puramente persuasivo a cui siamo ormai tutti abituati (e che ci ha anche un po’ rotto le scatole, ammettiamolo).

I colori e le immagini rappresentano, a livello sensoriale, i primi elementi che il cliente tiene in considerazione.

La vista è il senso più immediato, ma a livello subliminale l’olfatto ha una marcia in più.

Gli odori possono infatti risultare determinanti perché legati alla memoria e alla sfera emotiva (ce lo insegna Marcel Proust nella sua personale “Recherche” letteraria).

Pensate alla linea Borotalco di L. Manetti & H. Roberts divenuta un simbolo nel loro ambito grazie a un odore che i consumatori ricollegano direttamente al prodotto. Ma, soprattutto, alla meraviglia di una creatura neonata.

Ma anche a quando entrate in un bar, quello di cui siete clienti abitudinari, e percepite gli stessi odori (la fragranza appetitosa del burro scelta dal pasticcere per preparare i cornetti, l’odore vivo e misterioso del lievito, l’aroma pungente del caffè…) che vi comunicano un senso di familiarità.

I profumi – l’essere umano è in grado di captarne un numero impressionante: almeno diecimila – vanno a creare l’atmosfera in quello che è l’ambiente di acquisto. Il consumatore, apprezzando il risultato nello store apprezza, di conseguenze, anche il brand in vendita.

Ogni odore risveglia nella mente di ciascuno un’emozione diversa e lo fa con una frequenza maggiore rispetto alle immagini (circa il 60% nel caso dei profumi contro il 50% delle immagini).

La percezione olfattiva è altamente soggettiva. Non esiste l’odore perfetto. Ma esistono odori più efficaci di altri, come quello della lavanda, ingrediente fra l’altro di uno shampoo creato dall’ITIS Ferraris-Pancaldo di Savona nel 2017 da un gruppo di studenti.

Quella olfattiva è dunque la prossima sfida per chi vuole costruire un ambiente capace di vendere e di arrivare al cuore del cliente. Perché persuadere cd emozionare sono due facce della stessa medaglia vincente. Ma emozionare è decisamente più bello.