5 tecnologie che trasformeranno i prossimi 12 mesi (le conosci tutte?)

Il 2018 dei grandi del marketing:
5 tecnologie che trasformeranno i prossimi 12 mesi (le conosci tutte?)

“Intelligenza artificiale e machine learning saranno le tecnologie con il più profondo impatto sul marketing nel 2018, perché saranno quelle che lo renderanno ‘umano'”.

Così l’analista Brian Solis in un lungo report a cura del giornalista John Koetsier per la rivista Forbes, che ha intervistato 250 leader tra esperti, marketer e influencer, per mettere insieme una lista delle tecnologie che trasformeranno il mondo del marketing nel 2018.

  1. Intelligenza artificiale potenziata
  2. BIG DATA come carburante
  3. Voice-first computing
  4. Realtà aumentata, realtà virtuale, mixed reality
  5. blockchain e cryptovalute

Al primo posto, secondo Koetsier, ci sarà un utilizzo evoluto dell’intelligenza artificiale
(incluso deep learning e machine learning) per un’esperienza di acquisto contestualizzata e personalizzata, che permetterà di modificare in tempo reale interfacce, cataloghi, proposte e offerte su misura del cliente, controllando un numero elevatissimo di variabili in tempi incredibilmente rapidi. Ma l’intelligenza artificiale, per quanto sofisticata resta comunque un prodotto… artificiale. Come tale, deve essere costruita su qualcosa: i big data forniranno il carburante per questo processo.

Il 2018 sarà l’anno in cui le aziende utilizzeranno lo straordinario ammontare di dati a loro disposizione per migliorare la customer experience in ogni settore e a ogni livello.

III POSTO: BABY TALK TO ME, ovvero il VOICE-FIRST COMPUTING

Terzo posto, strettamente connesso alle prime due, il voice-first computing (voice search, smart assistants, voice-based commerce, voice-first interfaces) e cioè: Alexa, Google Home, Siri e tutti gli assistenti vocali che iniziano ad affollarci le case. Distributori sempre più grossi provano a inserirli nei canali di vendita diretti, magari studiando offerte apposite per chi ordina attraverso questi dispositivi (Amazon lo ha sperimentato nel corso dell’ultimo Black Friday).

Combinate insieme, le tre tecnologie permetteranno ai marketer di restare connessi ai consumatori praticamente ovunque: in macchina, in cucina, in camera da letto, in viaggio.

Le interfacce non sono più rilevanti se ora possiamo interagire con tecnologie audio che funzionano come intermediari diretti, attivi 24 al giorno, 7 giorni su 7, ormai capaci di rispondere con totale competenza alle richieste dei clienti, le più comuni almeno, accelerando così le decisioni di spesa.

IV°: realtà aumentata, realtà virtuale, mixed reality.

Vista la predisposizione nativa di alcune delle principali piattaforme (Apple, Facebook) è difficile non pensare che tra 12 mesi la modifica della realtà attraverso l’obiettivo dei nostri smartphone sarà molto più di un simpatico giochino per mostrare agli amici le prestazioni del nostro iPhone: le applicazioni sono pressoché infinite in ambito retail e coinvolgeranno quasi tutte le tipologie di beni che privilegiano la forma sulla funzione: non solo vestiti e macchine, ma ancora di più cibo, arredamento e accessori. A pagare il prezzo di tutto questo?

Probabilmente, ancora una volta, i negozi fisici.

Saranno in pochi ad andare dal negozio di mobili sotto casa con il righello in mano, se Ikea, dal telefonino e in tempo reale, permetterà di mostrarci ogni singola poltrona in catalogo nell’angolo del nostro soggiorno con un paio di tap, e ordinarla fino a casa, in un giorno, con un altro paio ancora.

Forse una buona notizia per gli small business: in tempi di innovazione come questi, forse, a vincere il mercato non sarà il pesce più grosso, ma chi sarà capace di adattarsi velocemente e flessibilmente ai tempi.

V°: BLOCKCHAIN E CRYPTOVALUTE

Un posto di rilievo nel 2018 lo avranno, infine, il blockchain e le cryptovalute (bitcoin in primis).
Nel contesto attuale dove le preoccupazioni per la privacy portano sempre più utenti a prendere contromisure che rendono frustrante l’esperienza di shopping e inutile il lavoro di advertising (navigare con un browser privato, infatti, non impedisce ai banner di invadere il nostro spazio di lavoro virtuale, ma solo di farlo con le cose che non ci interessano) uno strumento come il blockchain, per adesso in uso alla finanza (per sapere con che risultati, basta guardare alla enorme fiducia dei mercati nei bitcoin) permetterà ai nostri dati di diventare protetti, e il loro uso meno mercenario.

Il blockchain è infatti un sistema di registrazione dei dati trasparente e criptato che permette a tutti di avere accesso a cosa ha fatto chi, ma a nessuno di vedere chi ha fatto cosa.

Un esempio?

Gli advertiser potranno conoscere ESATTAMENTE il numero di acquisti fatti da un utente (cosa ha comprato, dove, quando, a che prezzo, in quale momento) senza però avere accesso a nessuna delle informazioni personali dello stesso utente.

Questo significherà che quando un venditore paga per avere un’audience al suo advertising, non ci saranno inutili dispersioni di pubblicità (né ci saranno bot a cliccare e dunque a gonfiare le statistiche; o ancora peggio, nessun adv verrà mostrato ad utenti a disinteressati al prodotto e che sono finiti in alcune liste per sbaglio, per furto o per dolo).

Dal canto loro, i clienti potrebbero avere notizie più affidabili sulle reali estensioni di un determinato business, quanto ha venduto realmente un prodotto o – addirittura – se è contraffatto, visto che sarà possibile risalire allo storico di ogni singola transazione del sistema, forniture comprese.

“L’advertising è pieno di rifiuti, frodi o altre esternalità. Introducendo tecnologie blockchain (esistono già i primi browser sperimentali) gli utenti possono controllare i loro dati, mentre gli advertisers possono avere prodotti più affidabili”.

Una situazione win-win, oggi propizia più che mai.

fonte: Forbes