Cibus 2018

Dal 7 al 10 maggio si è tenuta, nella storica città di Parma, la diciannovesima edizione del Salone Internazionale dell’Alimentazione: il CIBUS. Un evento clou, sia per la città emiliana che, più generale, per il mondo agroalimentare Made in Italy. Un evento che ha portato qualcosa come 82.000 persone tra “spettatori” con l’acquolina in bocca, “degustatori” ma anche – e soprattutto – più di 3.000 aziende espositrici.

Sono stati giorni all’insegna della qualità italiana e del confronto con la nuova sfida che oggi deve affrontare il settore agroalimentare: quella di riuscire a intrecciare sapientemente (come una treccia di pane) la tradizione con l’innovazione: due valori forti in ambito di marketing, ma che rappresentano in fondo i valori che tutti noi cerchiamo di mantenere costantemente vivi nelle nostre attività.

Un’impresa impossibile? Assolutamente no. L’azienda Inalpi, produttrice di latte 100% piemontese, si è aggiudicata un importante premio in questa diciannovesima edizione del Salone, con un suo prodotto che sembra racchiudere in sé il trionfo di questa sfida: il suo “Formaggino Bio” sembra proprio essere diventato il simbolo di questo nuovo successo agroalimentare italiano.

Ma quali sono gli ingredienti di questo formaggino così ben riuscito? Qual è il segreto del successo di questo prodotto che potrebbe rappresentare la giusta treccia di pane di tradizione e innovazione? Pochi ingredienti, anzitutto, biologici e altamente selezionati e controllati, e naturalmente Made in Italy. E il sapore finale appaga più di qualunque premio.

Una ricetta valida a 360 gradi per quanto riguarda il connubio tra innovazione e tradizione in ambito agroalimentare? Così pare.

“Al mercato, un formaggino mio padre comprò…”