Dal trade marketing la voglia di tecnologia

Nostalgia? Voglia di “vintage”? A volte, forse, in certi campi.

Ma il trend è tutto a favore della tecnologia, che insinua fiducia nel consumatore, che ormai percepisce come “vecchio” ciò che non è rapido e tecnologicamente avanzato.

La risposta delle aziende è proprio nella velocità. Per questo sono in aumento gli apporti tecnologici all’interno dei luoghi (fisici e non) di acquisto e di consumo.

Lo possiamo vedere nei supermercati, con l’aumento delle casse automatiche rispetto alla componente umana.

Ma anche in rete, con i chatterbot, software in grado di simulare una conversazione umana, ma con una maggior precisione (indispensabile quando si tratta di trasmettere al cliente informazioni utili o di proporre guide in linea) e senza attese che altrimenti, specie sui social media, diverrebbero interminabili.

A quasi tutti è capitato di parlare con Siri, il chatterbot vocale per eccellenza ideato nel 2010 da Dag Kittlaus e poi acquistato da Apple. In Siri c’è una componente emozionale non di poco conto, laddove la conversazione può non esaurirsi nell’aspetto puramente pratico ma sfociare in vere e proprie chatter (chiacchiere). Anche Google ha colto la tendenza e con Allo (app che ha lanciato la sfida a WhatsApp nel campo della messaggistica) offre un chatterbot con cui è possibile “chiacchierare” liberamente.

Ridurre i costi e i tempi con un incremento della precisione e dell’affidabilità.

E intanto alla Nanyang Technological University di Singapore, gli scienziati insegnano ai robot a montare sedie Ikea. Per ora con qualche difficoltà. Ma anche noi, ammettiamolo, abbiamo impiegato a volte più di venti minuti per montare un mobile. O anche solo a comprendere il manuale di istruzione.