Il tempo non esiste

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Quando ti diverti, il tempo vola: il luogo comune verificato da un test dell’università di Friburgo. #Wunderbar #THEEMOTIONSFACTORY

News – Le emozioni cambiano la velocità del tempo

FRIBURGO – Le emozioni cambiano lo scorrere del tempo: dalla Germania arriva un test di laboratorio a dimostrare che le emozioni (positive o negative) possono influire sulla percezione del tempo che ha il nostro orologio interno, quello che tiene traccia inconsciamente degli intervalli temporali di cui facciamo esperienza. Uno studio dell’Università di Friburgo ha infatti confermato che associando in sequenza emozioni e stimoli visivi sempre alla stessa maniera, il cervello inizierà a riconoscere dei pattern che influenzeranno le aspettative sul futuro prossimo, e dunque i tempi di reazione agli stimoli.
Il team di ricerca del dipartimento di psicologia, guidato da Roland Thomaschke, ha condotto l’esperimento somministrando a un gruppo di soggetti un compito semplice da portare a termine (leggere dei nomi e catalogarli in maschile, femminile o neutro) dopo la comparsa di alcuni termini legati ad esperienze positive (amore, amicizia) e altri negativi (tortura, morte). Subito dopo la comparsa di questi termini, veniva mostrata ai partecipanti una crocetta, con un intervallo di tempo studiato in anticipo: con i termini positivi, la croce appariva in mezzo secondo; con i termini negativi, la croce appariva dopo tre secondi.
“Questo pattern influenzava i soggetti del test nonostante non ne fossero consapevoli” spiega il dottor Thomaschke, “perché, se tale combinazione di intervalli veniva modificata, i soggetti avevano molta più difficoltà nel portare a termine il compito che gli era stato affidato”. A ulteriore riprova, un gruppo di controllo è stato testato utilizzando termini astratti e generici invece dei richiami alle emozioni, prima della crocetta e poi del compitino: il risultato, in questo caso, ha dimostrato che pur cambiando il pattern senza preavviso non venivano registrate nessuna reazione né difficoltà nell’esecuzione del compito.
Questo esperimento è l’inizio di un filone che aiuterà a comprendere meglio alcuni dei meccanismi di percezione degli esseri umani, in particolare il ruolo delle emozioni nei processi di “catalogazione” della realtà esterna, e del compito che esse hanno nel processo decisionale ed in quello esecutivo.
Studi del genere aprono prospettive nuove e interessanti anche per il mondo del marketing: comprendere meglio i meccanismi di reazione e “catalogazione” della mente, potrebbe portare in un futuro non lontano a diversificare con maggiore accuratezza il timing di intervento dell’advertising.

Un pop up pubblicitario che appare sempre dopo lo stesso numero di secondi a un utente che visita sempre lo stesso sito, potrebbe essere “escluso” dal cervello automaticamente, come un’interferenza di sfondo rispetto all’attività primaria che lo aveva portato su quel sito.
Sconvolgere le aspettative del cervello modificando di volta in volta il tempo di apparizione – affermano i ricercatori – potrebbe invece essere sufficiente per catturare di più e più a lungo l’attenzione.

 

The Emotions Factory -> THINKING

Ci piace un sacco la scienza e ci piacciono i numeri. Lavoriamo nel mercato e scienza e numeri ci servono per giustificare le intuizioni, per dare valore e credibilità a quello che sentiamo a naso, o sulla pelle. Quindi? Sì, lo studio degli scienziati di Friburgo di Germania ci piace, lo troviamo davvero wunderbar, così come il fatto che gli scienziati di Friburgo di Germania si siano messi lì a verificare una cosa che impariamo più o meno tutti tra i quattro e i sei anni di vita e cioè che Carlo Rovelli ha ragione quando dice che il tempo non esiste.

Il tempo non esiste