Sabrina Gasparini per The Emotions Factory

PENTEL “Prendi una penna. Racconta una storia.”

Da qui il brand della giapponese Pentel che prima di diventare marca nasce come il sogno di un uomo?
Vediamo.
Siamo nel 1946, buona parte del globo è in ginocchio e rialzarsi in mezzo alle macerie del dopo guerra sembra impossibile. Il signor Horie, Yukio Horie, è convinto che occorra puntare sulle nuove generazioni e pensando a loro dà quindi vita a un’attività di distribuzione di pennelli e inchiostri che chiama “The Japan Stationery Co. Ltd”. Apre la prima fabbrica a Sola per produrre pastelli e tempere.
Cinque anni più tardi, nel 1951, il signor Horie ha un pastello eccezionalmente resistente e facilissimo da usare. Proprio perché è così facile da sembrare una penna, lo chiama PEN PASTEL. Il pastello-penna piace così tanto che il signor Horie decide di cambiare la ragione sociale della sua azienda in PENTEL, crasi e tributo al prodotto di punta.

Avanti veloce fino al 2018: Pentel ha stabilimenti in tutto il mondo, 25 filiali nei cinque continenti e una rete di distributori che copre circa 120 Paesi.
Noi di The Emotion Factory siamo in Skype con Sabrina Gasparini, General Manager Italia del gruppo e abbiamo una bella lista di domande da farle: emozioni, ROI, operazioni sul punto vendita, et similia. Invece di partire con le domande, iniziamo a chiacchierare. PEN-TEL, prendiamo una penna e ascoltiamo una storia.

Sabrina ha una formazione economica: ha studiato in Bocconi, è cresciuta in mezzo ai numeri in una multinazionale della consulenza, ha fatto la controller, ha viaggiato  e vissuto in Oriente. Quando è arrivata in Pentel, diciotto anni fa, è partita dalla finanza per poi, nel 2008, lanciarsi nel trade.
Dai numeri alla magia. Dal controllo alle emozioni.

Ci racconta che è sempre stata vista come una figura precisa, addirittura inquadrata, per poi ritrovarsi “a fare la pazza”. Quando sentiamo il suo tributo implicito a Erasmo da Rotterdam, noi andiamo in brodo di giuggiole e vorremmo abbracciarla: stare a contatto del trade vuol dire lavorare con le emozioni, significa riuscire a bilanciare follia e misura, controllo e passione. Significa essere disruptive e osare non per provocare, ma per emozionare.

Abbiamo le domande che premono, ma le chiediamo se e quanto si diverta nel suo lavoro.

Molto. – ci dice – Mi diverto moltissimo perché sono molto libera.

La sua libertà configura lei come una mosca bianca e conferma quanto l’approccio Japan sia avanti in termini di organizzazione aziendale, visione, coscienza delle “cose che contano per far crescere il benessere”.

Con in mano un’altra penna, virtuale ma non meno reale, mentre noi stiamo raccontando la sua storia, ce ne viene in mente un’altra: General Motors versus Toyota. Entrambi gli AD stanno parlando al loro pubblico ai due poli opposti del globo. “Noi non produciamo macchine” – dice il primo e continua – “noi produciamo profitti”. Di là dal mondo, l’AD Toyota dice: “Noi non produciamo macchine. Noi produciamo benessere.” Benessere per chi ci sceglie perché compra le nostre macchine, benessere per chi ci sceglie per lavorare con noi, per chi ci sceglie per ospitare le nostre filiali. Produciamo benessere per l’ambiente, per il nostro e per quello che ci circonda, non macchine.

Sentire Sabrina Gasparini che parla di libertà ci fa sognare organizzazioni meno rigide, connessioni più fluide. Tornando all’intervista, lei ci parla di futuro, di nuovi scenari, del mercato delle cartolerie e dei loro clienti. Ci racconta di una nicchia di appassionati di calligrafia, disegno, manga, illustrazioni a mano libera. Siamo nell’era del digitale, circondati da milioni di App per disegnare, colorare, photoshoppare ma le dita resistono. Resiste e anzi cresce la manualità, la creatività.  Ci sarà uno spostamento tra le categorie di prodotto, sì, – ci dice – così come in moltissimi altri ambiti. Cambieranno gli scenari perché già sono cambiati, e gli strumenti continueranno a evolversi, scivolando da un segmento all’altro per incontrare la domanda, anticiparla e far felici i nostri clienti.

Quanto al futuro del retail, parlando di negozi fisici, Sabrina non parla di fine ma di una scrematura. Noi di TEF siamo con lei perché nel processo evolutivo della specie, retail incluso, ci viene in mente Darwin, l’adattabilità come discriminante tra evolversi o estinguersi.
Ci dice anche, parlando di promozioni sul punto vendita mass market, che gli spazi dedicati alla cancelleria sono ridotti e che continueranno a diminuire; quanto al dettaglio, ci racconta di workshop, eventi, promozioni sì ma pensate per coinvolgere, prima ancora che per spingere.

Adv tradizionale?

Meglio il web, la condivisione dei social, la collaborazione con gli artisti, gli illustratori, i taste maker della rete, ma anche eventi live, fiere, manifestazioni, celebrazioni dal vivo della creatività.

Pentel – così come Sabrina – parte dai numeri, dall’approccio visionario del TQM – total quality management – (che il Giappone ha regalato al mondo, e che Pentel ha portato avanti), dal controllo degli indicatori, dall’equilibrio tra obiettivi, armonia, risultati.
Sabrina arriva all’emozione e ci racconta che la più forte che abbia mai vissuto è legata alla nascita di suo figlio.
Quella che preferisce sperimentare, poi, è l’allegria.
Di tutte le domande della nostra lista, non ne abbiamo fatta mezza, ma Sabrina ci ha risposto comunque.

Emotions drive sales.

Note
Sabrina Gasparini è General Manager Pentel Italia Spa.