Prova costume: il trade marketer ci sta già pensando

Febbraio: fuori fa ancora un freddo pazzesco, da qualche parte, addirittura nevica ma dentro, nel Trade marketing, il sole è alto e scotta tanto che serve già la protezione 50.

Nell’immago del trade marketer, avanti per deontologia professionale, l’estate non è una stagione, ma un piano promozionale che parte dalla psicologia del consumatore, fa ricerche di mercato e immagina esperienze d’acquisto multicanale.

Il trade non si limita a vivere le stagioni come i comuni mortali, ma le conosce, le studia e le anticipa.

Chi lavora nel trade marketing è un esploratore multicanale: dai supermercati alle farmacie, dai Mall alle profumerie, fino alla rete, i suoi occhi sono vigili, le sinapsi attente a cogliere le tendenze e l’orecchio è teso a cogliere stralci di conversazioni in metro, treno, aereo e ascensore.

Naviga su Instagram, raccoglie gli hashtag (e li aggrega in Excel), fa simulazioni di trend e collezione di long query. Se è un anta, chiede anche a Twitter, social sul quale segue i suoi, gli altri, più qualche trend setter (da Iddio a Belzebù passando per una mezza dozzina di Tweet Star).

Ecco perché mentre il resto del mondo magari nemmeno è certo delle festività in arrivo, il Trade Marketer può recitarle a memoria meglio di Siri.

Perché per intercettare i gusti dei consumatori (e farli felici) occorre guardare lontano e farlo sempre in anticipo. E quindi a marzo per lui l’estate è già iniziata da un pezzo.